Fino al 30 novembre 2017 sede Museo della Permanente, di Simone Pavan.

Poetica dei segni è un’esposizione dedicata a una selezione di opere su carta provenienti da una collezione privata milanese. Si tratta di tempere, pastelli, chine, matite e tecniche miste su carta di diversi formati che spaziano lungo un arco temporale ampio e che testimoniano quindi diverse fasi del percorso creativo dell’artista. Si passa, infatti, dai lavori giovanili dei primi anni Trenta, successivi all’Accademia di Brera ed alla lezione di Wildt, per giungere sino all’ultima fase di attività di Melotti negli anni Ottanta. La maggior parte delle opere risale alla piena maturità e ad una delle stagioni più prolifiche e più creative, quella compresa tra gli anni Sessanta e Settanta. Ancor più che per altri scultori, per Melotti le opere su carta non rappresentano certo un tipo di produzione minore, ma, al contrario, costituiscono un elemento essenziale nel processo creativo dell’autore. Accanto ad un nucleo di bozzetti che consentono di indagare la genesi delle sculture, la maggior parte dei lavori esposti non è direttamente legata alla produzione scultorea. Si tratta per lo più di paesaggi immaginari che fanno da sfondo a esili figure umane fluttuanti nello spazio, frammenti di composizioni oniriche e di impalpabili trame narrative dal tono fiabesco. Alcune delle opere rimandano alle atmosfere raccolte ed ai piccoli scenari dei Teatrini, anche se non mancano accenni più figurativi accostati ad elementi eterei e stilizzati, in una gamma cromatica che alterna toni delicati a una cromia più viva e più intensa. In mostra è esposta anche una serie di dieci litografie del 1975, esempio significativo dell’interesse per l’incisione da parte di Melotti, che, a partire dagli anni Settanta, realizza numerose litografie e acqueforti che accompagnano sia la propria produzione poetica, sia quella di autori come Montale, Pound, Queneau e Yeats. In concomitanza della mostra, dal 16 al 19 novembre, in occasione di Milano- Bookcity e con la collaborazione dell’Accademia delle Belle Arti di Brera, saranno esposte due edizioni storiche con acqueforti originali di Fausto Melotti.

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