Francis Bacon

“Penso che l’arte sia un’ ossessione per la vita e, dato che siamo esseri umani, la nostra più grande ossessione è quella per noi stessi. Secondariamente ci sono gli animali, poi i paesaggi” Dalla caduta nel vuoto alla profanazione della perfezione. Arte e Astrologia  |  Di Umberto Ciauri

Nascita:  28 ottobre 1909, Dublino.  Decesso: 28  aprile 1992, Madrid.

Francis Bacon, pittore esistenziale  borderline  ai limiti della patologia estetica, maestro della Defigurazione, della Profanazione e della Deformità,   nasce  con la Luna piena  il 28 ottobre 1909  a Dublino  sotto il Segno dello Scorpione. Figlio secondogenito,  la sua adolescenza è  da subito segnata,  oltre che dal carattere collerico e tirannico del padre (Anthony Edward Mortimer Bacon,  1870-1949, capitano della fanteria britannica),  da una pesante asma cronica ereditata dal nonno materno (Mercurio congiunto alla Lilith opposto a Saturno). Detta  patologia non solo  costrinse Francis Bacon all’assunzione  di  morfina (Mercurio congiunto alla Luna Nera opposto a Saturno ed in quadratura a Nettuno ed Urano) ma gli  fu di impedimento in ordine alla  frequentazione scolastica.

Nel 1926 il giovane Francis, in diretto contrasto con il padre, si trasferisce a Londra  e lì si inserisce  nel circolo degli omosessuali londinesi (Venere in Sagittario spesso spinge il nativo ad andare oltre i propri confini ed ad entrare in una sorta di amore-ribellione con i propri ambienti natali). È  proprio  nel 1927 durante il  transito dei Nodi Lunari (aspetto rilevante per l’Astrologia di indirizzo karmico) sulla Venere natale  (l’Archetipo della Creatività e della Bellezza) che il giovane Bacon sceglie d’improvviso  la sua strada di artista restando  folgorato dall’arte di  Picasso nella  mostra  della Galleria Paul Rosenberg a Parigi (Marte, Venere ed Urano di transito – rispettivamente archetipi di azione,  di sensibilità  estetica e di  creatività primigenia   entrano in contatto  con i punti  sensibili del tema natale dell’artista).

Come spesso si riscontra nei temi astrali di molti artisti, il  cielo di Francis Bacon è caratterizzato da numerosi pianeti in opposizione reciproca (tra il Sole e la  Luna; tra Marte e Giove; tra Venere e Plutone; tra Mercurio e Saturno). È proprio attraverso il linguaggio delle forti conflittualità presenti all’interno della sua carta natale che Bacon riesce a “rendere visibili forze invisibili” e a manifestare nelle sue opere i propri tormenti (Sole, Luna, Venere e Marte afflitti) e la propria blasfemia iconoclasta (Saturno, Nettuno, Plutone e Giove fortemente lesi) unitamente al sesso, alla violenza e alla solitudine.

La Carta Astrale dell’Artista non solo è caratterizzata da forti ed evidenti polarità (pianeti in opposizione, non veicolati all’interno di una comprensione unitaria), indice di una natura in eterno contrasto con se stessa, ma anche dalla presenza di una ingombrante Luna Piena  (archetipo di sensibilità e di immaginazione).  La Luna (l’immaginazione)  di Bacon non solo si oppone al Sole in Scorpione (l’Identità) ma si relaziona furbescamente con Plutone, l’archetipo di Thanatos e della trasformazione; parimenti accade per Plutone nel momento in cui si contrappone a Venere, l’archetipo della Bellezza. Tutte queste singolarità  sono l’indice di una tensione mai risolta tra il padre Antony  ed il figlio Francis, tra Eros e Thanatos, tra la memoria delle proprie  radici e lo sviluppo di una propria realizzazione personale.   

È nel fallimento dialettico  tra  queste polarità e nel crollo del soprannaturale  che si sviluppa il decadimento verso il vuoto e il disfacimento dell’anima  oramai risucchiata dall’abisso. È  nella nostalgia  verso un epoca in cui l’uomo era al centro del cerchio vitruviano che si realizza il mancato sviluppo del Giove in Bilancia (presente nel tema  natale dell’artista)  nella sua archetipica  perfezione estetica.

Non a caso l’artista, riferendosi a sé, brutalmente si esprimeva così:  “Detesto la mia faccia, ho fatto degli autoritratti perché non avevo nessun altro da ritrarre. Ma ora la smetterò di fare autoritratti” ;  “..non penso di avere talento. Penso solo di essere ricettivo.”

Bacon, diversamente  a quanto accade per molti artisti, non raggiunge la propria  serenità attraverso l’arte, ma  la  usa  per   dare sfogo   alla  rabbia proveniente  del proprio inconscio (Marte nei Pesci).

E’ nella defigurazione  e nella reinterpretazione del ritratto  di Innocenzo  X dipinto dal Velasquez (maestro della divina compostezza), che si manifesta prepotentemente la polarità tra Urano e Nettuno e la collera dell’artista  contro il mondo delle apparenze.

Bacon, trasfigurando il volto del Papa (da porsi probabilmente in relazione con la propria  figura paterna) attraverso la deformazione,  l’urlo (Bacon raccoglie  l’Urlo di Munch proiettandolo nel disfacimento novecentesco dei corpi e delle anime votati al nulla)  e la delineazione di strisce verticali,  conferisce  alla figura un senso di caduta nel vuoto  dove lo stesso Papa non solo dubita di tutto ma si apre alla disperazione.

“Ciò che voglio fare è distorcere la cosa molto al di là dell’apparenza, ma nella distorsione stessa portarla a una registrazione dell’apparenza”

“Si può dire che un grido sia un immagine di orrore, ma io ero in realtà interessato a dipingere il grido più che l’orrore”.

È  attraverso la  caduta spirituale, la deturpazione  delle immagini, la deformazione dei corpi, una “passione” artistica per la malattia e la mutilazione  che il  Marte nei Pesci presente nella sua carta astrale  esprime tutta la sua violenza  e  si contrappone al mondo perfetto rappresentato dal  Giove in Bilancia (presente nella carta astrale Bacon; paradossalmente indice di una esteriorità perfetta) .

Particolarmente significativa nel tema natale di Francis Bacon è  l’opposizione di  Urano con Nettuno. È  in tale configurazione astrale  che  l’artista  trova una sua  chiave di volta.  Mentre nell’Europa dell’arte esplode la mania dell’astrazione lirica, Bacon punta a una pittura d’immagine di grande  forza,  esaltando l’emblema stesso della figurazione: il volto umano. Urano e Nettuno spingono l’artista ad andare oltre il mondo delle apparenze e a comprendere l’universo al di là di quello che si vede e sente: “Ho sempre aspirato a esprimermi nel modo più diretto e più crudo possibile, e forse, se una cosa viene trasmessa direttamente, la gente la trova orripilante. Perché, se dici qualcosa in modo molto diretto a una persona, questa a volte si offende, anche se quello che hai detto è un fatto. Perché la gente tende a essere offesa dai fatti, o da quella che una volta veniva chiamata verità” (Francis Bacon).

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