Arte e astrologia – A cura di Umberto Ciauri

Artista, genio, trasgressivo e ribelle, scritto nelle stelle

Nascita: 22 dicembre 1960, Brooklyn, New York, Stati Uniti

Decesso: 12 agosto 1988, NoHo, New York, Stati Uniti

“Da quando avevo 17 anni, ho sempre pensato che sarei diventato una star. Dovrei pensare ai miei eroi, Charlie Parker, Jimi Hendrix … avevo un’idea romantica di come le persone diventassero famose” Jean Michel Basquiat   

Jean Michel Basquiat nato a sotto il segno del Capricorno Brooklyn, New York, Stato di New York, Stati Uniti  d’America il 22 Dicembre del 1960  e li poi scomparso   per droga a  soli 27 anni nell’inquietante età  del  “Club dei  27”  (l’età  in cui sono  misteriosamente morti  prima di compiere i 28 anni  numerosi artisti …fra cui  Jim Morrison, Jimi Hendrix, Amy Winehouse, Brian Jones e Kurt Cobain dei Nirvana  in circostanze comunque  spesso riconducibili  all’abuso di alcol o  di droga). Jean Michel Basquiat,  caratterizzato   astrologicamente da una forte presenza  Lunare nel Segno dei Pesci (spesso indice di una natura romantica, pronta prima ad idealizzare e  poi a disilludersi con una predisposizione  verso l’abuso dei farmaci, alcol e droga) oltre che ad un Urano onnipresente (archetipo di originalità e ribellione)   parte dal graffitismo dei muri del metrò, dalle pareti dei palazzi nei quartieri suburbani per giungere  in brevissimo tempo alle più prestigiose gallerie cittadine (la sua prima mostra è del 1981);  marchiato dalla fretta di vivere (Urano forte, Marte sovraeccitato), travolto da sé stesso e dalla droga di cui era schiavo (Luna opposta ad Urano e Plutone) , ma anche da un sistema organizzativo e commerciale (Giove e Saturno in forte aspetto con Marte). Formidabile l’efficacia comunicativa (Mercurio in trigono ad Urano)  di questo “artista maledetto” nella quale convergono  grafismi, simboli e parole su tele di grandi dimensioni (Urano in Leone), tartassate dall’incisività sofferta del segno  saturnino: “ la parola ispira le mie immagini ma poi ne cancello le lettere “; “Cancello le parole in modo che le si possano notare. Il fatto che siano oscure spinge a volerle leggere ancora di più”.

Figlio della generazione nata sotto l’ombra del lungo  transito di Urano,  il ribelle,  nel  segno del Leone (per molti uno degli elementi scatenanti della “rivoluzione sessantottina” e degli anni poi a venire), in un tempo aperto alle sollecitazioni etniche , pronto ad accogliere il diverso, anche come scelta di moda,  non a caso raccolse la protezione  di una grande figura carismatica, di un “grande del Leone”  Andy Warhol, il padre della Pop Art Americana.

Sempre dalla posizione di Urano nel tema natale di Basquiat  si desume una  grande forza realizzatrice, una propensione ad andare oltre il mondo dell’IperUranio, il dono di non cadere mai nel banale sia nel parlare che nello scrivere oltre che nel padroneggiare una  incredibile abilità manuale. Basquiat  nettuniano  uraniano,  trasgressivo fino all’estremo, riversa nelle sue opere la crudeltà di quella stessa realtà (nel tema natale del Capricorno  Basquiat sia  Giove che  Saturno si trovano in Capricorno)  che lo ha alienato, emarginato e discriminato, urla la sua rabbia per l’indifferenza, la solitudine, la povertà, da eroe senza onore, da artista di strada che compie con i suoi mezzi la sua denuncia sociale e le sue rivendicazioni contro la cultura bianca: “Non ascolto ciò che dicono i critici d’arte. Non conosco nessuno che ha bisogno di un critico per capire cos’è l’arte”; “Io non penso all’arte quando lavoro. Io tento di pensare alla vita”. Decisivo nella crescita e nel vissuto  di Basquiat  l’archetipo lunare presente nella presenza natale della  Luna nei Segno dei  Pesci (oltre che dal Marte in Cancro) , sicuramente segno di  una vita segnata dal rapporto materno e  dall’infanzia (la Luna opposta a Plutone nel tema natale di Basquiat è spesso indice di un rapporto decisivo  con la madre, così di turbamenti  dell’equilibrio psicologico  la cui origine è spesso legata al periodo dell’infanzia, incapacità o impossibilità a crearsi una famiglia propria) ; nella   “Mona Lisa” di Basquiat, si rivela  un’arte istintiva che parte dal corpo, spirituale, sensuale  e simbolica per essere  dura e trasgressiva allo  tempo stesso, con evidente riecheggio  degli   archetipi primordiali in  una  sacralità profana quale coacervo  delle   contraddizioni della cultura contemporanea (Luna opposta ad Urano).

 

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