Raffaello-Kyoss-209

Arte e Astrologia di Umberto Ciauri. “Tanto ardo, che ne mar ne fiumi spegner potran quel foco; ma non mi spiace, perché il mio ardor tanto di ben mi fece,

che ardendo ogni ora più d’arder me consumi.” Raffaello.

Nascita: 6 Aprile 1483, Urbino. Decesso: 6 aprile 1520, Roma.
Raffaello Sanzio, uno dei tre grandi “geni” del Rinascimento, nacque il 6 Aprile 1483 alle 3 di notte nella città di Urbino sotto il Segno dell’Ariete, vivrà gran parte della sua vita tra Firenze a Roma, morirà di venerdì santo all’età di trentasette anni proprio nel giorno del suo compleanno alla stessa ora in cui era nato. Figlio d’arte rimasto precocemente orfano venne poi adottato dall’Arte. Suo padre era Giovanni Santi (da cui deriverà il cognome “Sanzio”), artista e padrone di una fiorente bottega di Urbino. La sua adolescenza fu segnata dalla perdita di entrambi i genitori (il giovane Raffaello perse la madre Maria di Battista di Nicola all’età di otto anni e il padre Giovanni Santi ad 11 anni). È sia nell’opposizione con il lontano Plutone (la perdita dei genitori) che nella congiunzione con Venere, che si manifestano gli eventi dalla sua prima fanciullezza. La congiunzione del Sole natale con la Venere “Celeste” non solo è indice di un bellissimo aspetto fisico oltre che di una natura gentile, ma è catalizzatore astrale di talento, creatività e di attitudini artistiche non comuni. Non a caso Raffaello non solo era amato dalle donne e stimato dagli uomini quasi fosse stato baciato dagli dei (sicuramente dalla Venere astrale) ma venne sempre ricordato dai suoi contemporanei oltre che per il suo ineguagliabile talento anche per la sua affabilità e per i modi sempre dolci e cortesi. Terminato il proprio apprendistato presso“Il Perugino”(Pietro Vannucci) Raffaello nel corso della sua vita si trasferì in diverse città. Ogni cambio (Città di Castello 1500-1504, Firenze 1504-150 ed infine a Roma 1508- 1520) corrispose sempre ad importanti passaggi astrali. Urano segnò la vita di Raffaello con cambiamenti rapidi ed inaspettati. Sarà proprio in concomitanza dell’irripetibile ingresso di Urano nel Segno Zodiacale dell’artista (il passaggio di Urano nell’Ariete accade una volta ogni 84 anni) che Raffaello nel 1508 si trasferì d’improvviso presso la Corte Papale di Roma.
Raffaello Sanzio, considerato uno dei più grandi artisti di ogni tempo. È una delle 3 Stelle del Rinascimento: Leonardo, Michelangelo e Raffaello. La sua opera fu di vitale importanza per lo sviluppo del linguaggio artistico e diede vita ad una scuola che fece arte“alla maniera sua” che va sotto il nome di “Manierismo”; la sua influenza è ravvisabile

anche in artisti d’avanguardia come Édouard Manet e Salvador Dalí. Raffaello è astrologicamente caratterizzato dalla sublimazione del segno dell’Ariete nella propria polarità astrale, il segno della Bilancia, il segno dell’armonia e della bellezza cosmica.

Nella Carta Astrale di Raffaello il Sole si congiunge alla Venere (l’archetipo della Bellezza e della sensibilità artistica) polarizzandosi con un importante Plutone in Bilancia (l’archetipo della rigenerazione e della forza interiore).

Non a caso il giovane Sanzio, seppur segnato dai lutti che avevano contraddistinto la sua fanciullezza (la scomparsa di entrambi i genitori) trovò la sua forza e la sua rigenerazione proprio “nella Bellezza e nell’Arte”. È all’interno di questa polarizzazione con l’altra parte del cielo che si caratterizza l’opera artistica del maestro. È attraverso l’integrazione tra la Forza dell’Ariete e la Bellezza della Bilancia che si esalta sapientemente il suo genio creativo.

Così anche la Luna in Sagittario fu di grande impatto nella vita dell’Artista. L’archetipo lunare, richiamante Maria e la madre persa all’età di 8 anni, venne più volte rievocato e celebrato. Famosa è la serie delle Madonne col Bambino risalente al periodo fiorentino: la Madonna del Belvedere 1506, la Madonna Esterhazy 1508 e la Madonna del Cardellino 1506 (per citarne alcune).

È sempre nella Luna in Sagittario (congiunta a Nettuno, il pianeta archetipo della metamorfosi e della trascendenza) e nella congiunzione del Sole con la Venere che si realizza l’incontro tra Raffaello e la sua Musa e Amante, (presumibilmente) Margherita Luti, la modella della “Fornarina” (Palazzo Barberini, Roma) e della “Velata” (Palazzo Pitti, Firenze). Se la “Fornarina” fosse o no la figlia di un “fornaio”, non è dato saperlo, ma comunque sembra che il termine rimandi a una tradizione linguistica consolidata, in cui “forno” e derivati (“fornaio”, “fornaia”, “infornare”, ecc.) indichino allegoricamente l’organo sessuale femminile. Non è azzardato ipotizzare che Raffaello nella “Fornarina” e nella “Velata” non solo voglia rappresentare l’eterna dualità tra “l’Amor Sacro e l’Amor Profano” ma voglia ritrarre nella “Fornarina” proprio quella Venere Celeste che lo aveva guidato e caratterizzato fin dalla sua nascita (Sole congiunto a Venere).

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