Expo universali

.EXPO, UN’ISTANTANEA CHE VA OLTRE LA TECNOLOGIA

Pochi sanno che Expo 2015 non sarà la prima esposizione universale (a volte detta anche mondiale) che ha avuto Milano come sede. Ce ne fu una precedente, nel 1906, quando il capoluogo lombardo era una delle punte mondiali del progresso tecnologico.

Il Museo nazionale della scienza e della tecnologia di Milano ha inaugurato il 19 settembre 2014 (aperta fino al mese di aprile 2015) Exponendo, una mostra interattiva sull’evoluzione della tecnologia attraverso un percorso segnato dalle precedenti edizioni delle esposizioni universali, dalla prima di Londra nel 1851 all’ultima a Shanghai 2010. La prima esposizione universale fu appunto l’Esposizione di Londra organizzata nel 1851 al Crystal Palace in Hyde Park. questa manifestazione nacque da un’intuizione del Principe Alberto, marito della Regina Vittoria e divenne il riferimento per tutte le successive, influenzando numerosi aspetti della società quali le arti, l’educazione, il commercio e le relazioni internazionali. La seconda esposizione universale fu l’Esposizione di Parigi che venne accolta dalla Francia come una sfida per superare il grande successo della precedente manifestazione londinese. Per proseguire poi con Montreal, Osaka, Washington, Vancouver, Brisbane, Siviglia, Daejeon, Lisbona…

Ma questa mostra ha un occhio di riguardo nei confronti di quelle che si sono svolte in Italia: Milano 1906, Torino 1911 e Roma 1942 (che non ebbe luogo a causa della guerra, ma lasciò in eredità il famoso Palazzo della Civiltà italiana all’Eur). Modelli di oggetti allora tecnologicamente avanzatissimi (come, per esempio, la macchina da scrivere Remington del 1890), medaglie, manifesti, riproduzioni e filmati d’epoca sono esposti alla mostra, più altri sedici strumenti (dal pantelegrafo alla locomotiva a vapore, dalla telecamera e televisore Magneti Marelli del 1938 ai motori per idrovolanti) legati alle esposizioni passate.

E per ogni edizione, un’eredità in ambito scientifico, tecnologico e anche architettonico nelle città che le hanno ospitate.
È difficile ricordare tutte le Esposizioni riconosciute dal BIE (Bureau International des Expositions, l’organizzazione internazionale che gestisce le esposizioni, n.d.r) o sceglierne alcune invece di altre, ma in molti casi è possibile rintracciare da una parte i segni che l’uomo ha lasciato sulla terra, dall’altra il seme del cambiamento nel rapporto che ogni popolo ha con il proprio territorio, con i suoi frutti e quindi con il cibo e l’alimentazione. questo seme di consapevolezza è maturato più di altri fino a far nascere, nei giorni nostri, l’edizione di Expo Milano 2015, Nutrire il Pianeta, Energia per la vita, che esplorerà a fondo l’importanza

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