Immersi nel contesto archeologico di Pompei la contemporaneità delle grandi sculture di Igor Mitoraj lascia a bocca aperta! L’artista franco-polacco, scomparso nel 2014, nell’antica città campana trova consacrazione postuma e le sue opere sono perfettamente a loro agio nel contesto degli scavi, in quel che resta di una città che rappresenta l’emblema stesso di quella cultura classica cui Mitoraj si è ispirato durante tutta la sua carriera.

«Dèi ed eroi mitologici popolano le strade e le piazze della città sepolta dal Vesuvio, emergendo come sogni dalle rovine – dichiara Massimo Osanna, Direttore Generale della Soprintendenza di Pompei – Simboli muti e iconici, le opere di Mitoraj ci ricordano, nella loro immanenza, il valore profondo della classicità nella cultura contemporanea. Non è la prima volta di Mitoraj in un contesto del genere. L’evento segue il successo delle esposizioni alla Valle dei Templi di Agrigento e ai Mercati di Traiano di Roma.

Oggi sono una trentina le sculture monumentali in bronzo che trovano posto in diversi settori degli scavi archeologici. Con il coordinamento di Stefano e Riccarda Contini, della Galleria d’Arte Contini, e sotto la direzione artistica di Luca Pizzi, dell’Atelier Mitoraj, gli imponenti ed eleganti personaggi scultorei, ispirati all’iconologia classica dei miti e delle leggende, convivono quindi con le architetture dell’antica Pompei dal Santuario di Venere al Foro, da Via dell’Abbondanza alle Terme Stabiane, fino al Quadriportico dei Teatri. Ed ecco Dedalo e il Santuario di Venere, il Centauro e il Foro, il Centurione alle Terme Stabiane, Ikaro alato al Foro triangolare…

Il classicismo archeologico e la contemporaneità dell’arte di Mitoraj, senza mai sopraffarsi l’una con l’altra, instaurano un legame dialettico armonioso che evidenzia e valorizza tanto la solennità storica degli scavi quanto le delicate figure del maestro.
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