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Cleto Munari designer stravagante, bizzarro, eccentrico, senz’altro un talento che non trova confini. Molte delle sue creazioni sono esposte al Metropolitan Museun e al Moma di New York e in altri 70 musei nel mondo. Intervista a cura di Simone Pavan.

Nato a Gorizia nel 1930, industriale dell’oreficeria. È figura anomala di collezionista, mecenate, inventore. Conosce Carlo Scarpa nel 1972 e inizia a realizzare oggetti per la casa in materiali preziosi. Nel 1985 dà vita a un laboratorio per il quale disegnano venti tra i maggiori architetti e designer del mondo, tra cui Aulenti, Castiglioni, Sottsass, De Lucchi, Magistretti e Scarpa; complementi d’arredo di varie tipologie, e successivamente una collezione di orologi, sempre disegnata dai grandi maestri.

Fino ad oggi una lunghissima lista di creazioni tra gioielli, utensili per la casa, mobili, tappeti e persino borse e calzature. Stravagante, bizzarro, eccentrico, senz’altro un talento che non trova confini nel creare continuamente cose nuove ma sempre caratterizzate dai suoi stilemi e dai colori “esplosivi”.

Il suo stile è apprezzato in tutto il mondo.

Lavora da sempre con artisti, designer, architetti, ma anche poeti, scrittori e musicisti, quali sono i motivi?
Ho sempre voluto confrontarmi con altri “creativi” per condividere cultura e pensiero. Oggi continuo a lavorare con Mimmo Paladino, con Alessandro Mendini, con Sandro Chia, con Enzo Cucchi e con molti altri, ma sempre di più lavoro su progetti miei. Infatti, anche se mi è sempre piaciuto lavorare a quattro mani, ora voglio lavorare molto anche in solitaria.

Le sue creazioni sono prodotte in grandi tirature o a piccole edizioni esclusive?
Sempre piccole produzioni in serie limitate, per nicchie di mercato esclusive, per pochi intenditori ed estimatori. Chi compra i nostri oggetti è sempre una persona di cultura, appassionata di arte e di design, una persona che ama circondarsi di cose belle, di qualità che durano nel tempo.

Gli oggetti Cleto Munari sono molto costosi?

Direi che si possono quasi definire “economici” se si considera tutto il lavoro che ci sta dietro e soprattutto i materiali usati con finiture accuratissime. Sono fatti per durare nei secoli!

Quali materiali vengono preferiti per le sue creazioni?

Per tutte le creazioni, i materiali vengono scelti tra i migliori. Per i gioielli ovviamente usiamo oro, platino e pietre preziose. Mentre per i mobili scegliamo essenze pregiate come ebano, ciliegio e pero. Altre volte usiamo marmi molto particolari come il “bianco assoluto”, come per l’ultimo tavolo “Marble” creato con Mimmo Paladino. Si tratta di un tavolo rotondo con il piano del diametro di 150 centimetri in marmo, nel quale i numeri disegnati sono stati intagliati e sostituiti con uguali pezzi di marmo nel colore a contrasto. Un oggetto che richiede una lavorazione accuratissima, una sorta di intarsio con i marmi.

Ma parliamo un po’ dei progetti futuri; quale ambito sta esplorando?
Ultimamente mi reco spesso all’isola di Murano per portare a compimento un progetto molto caro al mio maestro Carlo Scarpa. Sto infatti facendo prove, esperimenti e ricerche per realizzare nuove “Murrine”. Si tratta di oggetti in vetro che vengono però realizzati con una lunga lavorazione che prevede vari passaggi; dapprima un assemblaggio di pezzettini vetrosi di vari colori seguendo un disegno prestabilito, poi una rifusione con levigature, curvature e finiture varie. Oggetti dalla luce spettacolare.

Come avviene la creazione di un oggetto e quanto tempo è necessario?
A volte passano anni prima di avere una vera grande idea per un oggetto. Questo perché, una grande idea deve portare con sé un insieme di fattori che non intendo svelare; aggiungo solamente che per quanto estroverso, un oggetto deve sempre rispettare in primis la sua funzione. E così, quando arriva l’idea, il colpo di genio, si passa al disegno e in pochi minuti si materializza l’oggetto. Poi seguono le fasi della prototipizzazione e della produzione. A seguire, un’altra fase divertente, che è quella dello studio del packaging. I tempi variano a seconda della complessità dell’oggetto e delle lavorazioni.

Quali sono i progetti futuri?

Da una decina di anni ho portato in realizzazione molte creazioni in assolo e devo dire che sono molto riuscite. Mi soddisfano perché sono il frutto dei miei pensieri e della mia cultura di questo mestiere, acquisita in quarant’anni di lavoro. Queste mie ultime collezioni, non solo mi fanno sentire realizzato, ma mi permettono di portare a conclusione un “disegno” complessivo della mia carriera. Quindi il mio progetto futuro è già in lavorazione!

Nella sua collezione personale ci sono elementi e stilemi ricorrenti, ce li racconta?
Mi fa piacere che si facciano notare i miei stilami. Si, da sempre porto con me, nelle mie progettazioni elementi come “l’occhio di Horus”, la bocca, il naso, il cuore, sono elementi che caratterizzano le mie opere. Ma anche forme geometriche come dischi, cubi e poliedri. E poi il colore, grandi contrasti e toni definiti.

Ha mai usato i toni del grigio?

Assolutamente no! Io uso solo colori esplosivi.

Ha iniziato la sua carriera a 45 anni. Cos’ha fatto fino a quell’età?

Mi sono preparato per fare il designer!
In realtà la mia carriera iniziò nel 1972 quando conobbi Carlo Scarpa architetto, già famoso in tutto il mondo.
Successe più o meno così. Un giorno di quell’anno, suonai il campanello dell’architetto Carlo Scarpa, per chiedergli di disegnare per me delle nuove forchette. Si, forchette e posate, poiché ero stanco di sporcarmi i pantaloni con forchette troppo strette che non reggevano le “fetuccine con i piselli”, tipica ricetta vicentina.
Il maestro rimase sconcertato dalla mia richiesta, ma accettò l’incarico purché realizzassimo solo due servizi da tavola in oro; uno per me e uno per lui.
Da qui inizio una lunga amicizia e un grande percorso progettuale. Progettammo vassoi, caraffe, caffettiere, vasi e fruttiere ma le posate arrivarono solamente dopo cinque anni, nel 1977.
Ora queste posate, sono esposte al Metropolitan Museum di New York, al Moma e in altri settanta musei di arte contemporanea nel mondo.

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