Cristiana_Collu_Ph_Wilder_Biral

.INTERVISTA ALLA DIRETTRICE CRISTIANA COLLU.

kyossmagazine marzo 2014

Sempre più contemporaneo il Mart a Rovereto

Direttrice del Mart dal dicembre 2011, Cristiana Collu è approdata a Rovereto portando i 14 anni di esperienza alla direzione di un museo che ha contribuito a fondare, il Man, Museo di arte contemporanea di Nuoro. In precedenza, era vissuta a Madrid e Sidney dove aveva collaborato con l’MCA, Museum of Contemporary Art, oltre che a Roma. Contattata per dirigere il Macro di Roma, ha preferito Rovereto, una realtà più contenuta. La sua direzione era partita con un taglio di budget del 70% ma con le ultime mostre dedicate ad Antonello da Messina e L’altro ritratto, che hanno venduto 96.000 biglietti, oggi guarda a un bilancio in regola e visitatori che nel 2013 sono stati 266mila.

“Avere un progetto e credere che dove si è sia il centro del mondo”. Una sua affermazione che meglio di tante parole esprime le energie che mette nella gestione della realtà museale che dirige. Da poco più di due anni è la più giovane direttrice d’Italia di un grande museo.

Che cosa è cambiato al Mart dal suo arrivo?

Difficile dare una risposta. Il solo fatto di apportare un’impronta personale, una sensibilità e una formazione diversa contribuisce a cambiare il museo. Una trasformazione che si vede nei programmi, più rivolti a tematiche sociali e intime rispetto a prima. Meno orientata a sviluppare percorsi storico artistici. Un approccio più vicino al sentire contemporaneo, con una cronologia più ampia.

Che cosa significa per un direttore avere a disposizione un patrimonio permanente così cospicuo?

Una ricchezza o un vincolo? Il patrimonio permanente del museo rappresenta sicuramente una ricchezza che impone di darsi regole e orienta gli ambiti di ricerca ma nel contempo ci quali ca e ci accredita nei confronti di altre realtà museali. Recentemente abbiamo prestato 38 opere al Guggenheim di New York per la mostra sul Futurismo che si è aperta a febbraio. Questo, oltre a consolidare la nostra credibilità, ci consente di condividere progetti e visioni culturali. La collezione permanente ci ha poi permesso di allestire una mostra, La Magnica Ossessione, che ha restituito alla collettività la ricchezza del patrimonio in deposito.

Cristiana_Collu_Ph_Wilder_Biral

Delle esposizioni che ha curato sino ad ora di quale è più orgogliosa e perché?

Ci si affeziona un po’ a tutte, perché ci si mette sempre qualcosa di sé. Difficile scegliere. La Magnifica Ossessione è stato un impegno notevole così come la mostra su Antonello da Messina costruita grazie ai prestiti e soprattutto al lavoro collettivo, una modalità alla quale credo molto.

E invece, ripensandoci, quale avrebbe voluto diversa e perché?

Non ho uno sguardo retrospettivo, non indago sul passato pensando a che cosa era meglio se fatto in modo diverso. Sono più orientata verso i nuovi progetti.

In molti l’hanno conosciuta a Sanremo. Che cosa ha rappresentato per lei la partecipazione al festival canoro più famoso e discusso d’Italia, offrendosi in pasto al grande pubblico? Un’opportunità per far conoscere la realtà museale al di fuori dei canoni classici?

Si è trattato di una presa in carico di responsabilità. Positivo che una trasmissione televisiva riservata a un pubblico così eterogeneo abbia sentito il desiderio di dare spazio alla cultura invitando sulla scena la direttrice di un museo d’arte e offrendo così l’opportunità di ampli care il messaggio. Da parte mia ho dovuto vincere la timidezza e soprattutto la riservatezza nei confronti del mio lavoro ma l’ho fatto con la cognizione che rappresentava un’opportunità da cogliere.

Che cosa vedremo al Mart nel prossimo futuro?

Il tema del 2014 sarà la “guerra” in quanto ricorre il centenario del primo con itto mondiale durante il quale il trentino è stato in prima linea. Si tratta di un programma che è espressione del territorio e in cui ci proponiamo di dire la verità, con consapevolezza e responsabilità.

A luglio sarà inaugurata una mostra sul paesaggio con opere della nostra collezione che si aggiunge all’esposizione in corso “Perduti nel paesaggio/Lost in Landscape” inaugurata il mese scorso. Ci occuperemo anche di architettura con Alvaro Siza, uno sguardo sul contemporaneo attraverso i suoi lavori.

Riguardo alla direzione del museo, qual è il suo sogno nel cassetto?

Ce ne sono tanti, tutti ugualmente importanti. Molti sono già in via di realizzazione mentre su altri sto lavorando.

Written by admin